Bradisismo p.II : sistema di monitoraggio
Ci dicono che l’area dei Campi Flegrei è la zona vulcanica meglio monitorata al mondo. Il che è sicuramente vero. Sono monitorati costantemente ed in tempo reale tantissimi parametri fisici e chimici.
Ma
In auto abbiamo il termometro dell’acqua, quelle sportive anche quello dell’olio. I termometri sono un sistema di monitoraggio. Noi sappiamo che quando l’acqua raggiunge i 100 gradi dobbiamo preoccuparci, quando supera i 100° ci dobbiamo fermare.
Ancora.
Prendiamo il termometro e misuriamo la nostra temperatura. Se vediamo che la temperatura supera i 38° sappiamo di avere la febbre ed interveniamo.
In sostanza, effettuiamo una misurazione e se i valori che troviamo rientrano in un range stabilito (36°-37° per la temperatura umana) non facciamo nulla, se invece i valori sono fuori questo range facciamo qualcosa.
Nel caso dei Campi Flegrei non conosciamo i valori limite (range entro il quale non temiamo eventi disastrosi).
Il terreno è passato da 1cm/mese a 3/cm mese. Quindi? A quale valore dobbiamo spaventarci?
Ci sono forti emissioni di CO2. Qual è il valore per il quale dobbiamo preoccuparci?
Ci sono terremoti frequenti dei quali conosciamo ogni parametro, ma qual è la sequenza e/o l’energia raggiunta la quale, dobbiamo preoccuparci?
Qualcuno dirà: è l’insieme dei parametri che ci consente di dare una valutazione. Perfetto ci crediamo. Ci dite qual è la combinazione magica che fa scattare l’allerta?
Senza che giriamo intorno, se non abbiamo valori limite, il monitoraggio come può aiutarci per definire il passaggio da un livello di allarme più alto o anche più basso?
